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Prevenzione Oncologica

Diagnosi e Trattamento delle patologie preneoplastiche e neoplastiche del collo uterino e dell’endometrio

Tumore del collo dell’utero

Il tumore del collo dell’utero è tra le più comuni neoplasie maligne che colpiscono l’apparato genitale femminile.
Può manifestarsi in tutte le donne, indipendentemente dall’età, quindi, non solo in quelle più mature; viene infatti considerato un tumore della popolazione giovane femminile in quanto occupa il 2° posto per frequenza tra le donne di età compresa tra 15 e 44 anni

Il maggiore fattore di rischio per la comparsa del tumore del collo dell’utero è l’infezione da papilloma virus umano (HPV), che si trasmette prevalentemente con l’attività sessuale e il contatto intimo. Va precisato che responsabili del tumore della cervice uterina sono in particolare alcuni tipi di HPV, principalmente i ceppi 16 e 18, implicati nel 70% dei casi.
La malattia da HPV in alcuni casi può risolversi spontaneamente senza conseguenze per la salute. Tuttavia quando il virus non viene eliminato dal nostro organismo attraverso la risposta immunitaria l’infezione, il più delle volte asintomatica, persiste favorendo l’insorgenza di lesioni precancerose che se non individuate e trattata dal medico possono evolvere verso il tumore maligno.
Spesso, nelle fasi iniziali, il tumore del collo dell’utero non causa segni o sintomi. La malattia è caratterizzata da una lenta evoluzione che passa attraverso una fase preneoplastica (displasia) sino al tumore vero e proprio. Ne consegue che la prevenzione è importantissima poiché se la malattia viene riconosciuta in tempo vi sono buone possibilità di cura e guarigione. La donna dovrà quindi sottoporsi regolarmente a controlli ginecologici e ad indagini di screening (come il Pap test, la colposcopia, l’ HPV DNA-test), per individuare le cosiddette lesioni preneoplastiche e intervenire con vari trattamenti (conizzazione, asportazione dei condilomi), prima che queste evolvano in un tumore maligno invasivo.

Oggi, è possibile anche effettuare una prevenzione primaria mediante la vaccinazione anti HPV. L’effetto protettivo del vaccino è più rilevante se somministrato in giovane età, prima dell’inizio dell’attività sessuale, in quanto le probabilità di essere già entrati a contatto con il papillomavirus sono basse.
Per tale motivo, in Italia, il Servizio Sanitario Nazionale raccomanda e concede gratuitamente la vaccinazione nelle ragazze che hanno compiuto 11 anni.

Tumore dell’endometrio

I tumori dell’endometrio, che costituiscono la quasi totalità dei tumori che interessano il corpo uterino, occupano il sesto posto tra i tumori più diagnosticati nelle donne (4% di tutte le diagnosi di tumore) con circa 7.500 nuovi casi all’anno in Italia.
Sono tumori che colpiscono prevalentemente le donne anziane, con un massimo di incidenza dopo i 60 anni, e che stanno divenendo sempre più ricorrenti a causa principalmente dell’allungamento della vita media e di un’alimentazione eccessiva e ricca di grassi.

Il tipo più frequente di carcinoma endometriale (tipo 1) è spesso preceduto da una forma di precancerosi denominata iperplasia atipica. Tale alterazione va differenziata dalle iperplasie semplici o complesse che invece sono forme benigne che rappresentano un fattore inducente per lo sviluppo della iperplasia atipica e del carcinoma endometriale.
Nei casi di iperplasie semplici e complesse non atipiche si adotta un trattamento ormonale. Invece nelle forme di iperplasia atipica in menopausa si preferisce intervenire chirurgicamente asportartando l’utero.
La prognosi è generalmente buona poichè quando si arriva alla diagnosi il tumore è ancora isolato nella parte più interna dell’organo e la rimozione chirurgica dell’utero, permette la guarigione nella maggior parte dei casi.
La diagnosi di solito è precoce perché il tumore o la lesione pretumorale si manifestano precocemente. Il primo sintomo è il sanguinamento e questo segnale in menopausa è anomalo. In questi casi la donna deve rivolgersi al medico che attraverso una serie di esami, (ecografia, isteroscopia, biopsia), potrà arrivare alla individuazione della alterazione precancerosa o del tumore vero e proprio.

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